Everyday Workers playtime

Hiking in Saturnia: attenzione, post lungo.

Saturnia (GR)

Dopo una settimana pesante e densa di incazzature, niente fa passare il rodimento di culo come l’attività fisica. Perciò, sabato mattina io e il direttore artistico siamo partiti alla volta di Saturnia, per sfogare un po’ di nervosismo camminando sotto il sole.

Le persone normali invece ci vanno per le terme, ma su questo punto torneremo poi.

Dal centro di Saturnia (incantevole borgo di origine etrusca, secondo alcune fonti la città più antica d’Italia) partono diversi sentieri. Noi ne abbiamo percorsi tre.

So che ve lo state chiedendo ma no, l’Ufficio di promozione turistica del Comune di Manciano non ci paga, ammesso che esista (l’ufficio, non il comune). Però se proprio volessero fare un’offerta, noi siamo corruttibili.

L’Anello della Necropoli del Puntone.

La descrizione su Outdooractive promette “antiche Vie Romane, il Fosso di acqua sulfurea del Bagno Santo, la Necropoli del Puntone, il Fiume Albegna” e si rivela accurata al 99%. A tre quarti circa della discesa verso il Bagno Santo, siamo stati costretti a deviare in un campo, dato che il sentiero era invaso dai rovi. Lasciatemi salutare il proprietario, cui abbiamo rovinato le coltivazioni.

Considerate che ci siamo lanciati in questa impresa nei giorni tra Natale e fine dell’anno: abbiamo preso tanto sole, tanto freddo, tantissimo fango e io personalmente ho tirato madonne a raffica per il solito dolore al ginocchio.

Uliveto a Saturnia
Tanta fatica ma ne valeva la pena

Dall’altro lato, abbiamo guadato due volte l’Albegna bagnandoci come pulcini e abbiamo visitato la Necropoli del Puntone, luogo che altrimenti mai avrei visto in vita mia.

Il giorno dopo, ho fatto il giro delle sanitarie di Grosseto per trovare una ginocchiera a stecca flessibile, ma questa è un’altra storia.

Il sentiero naturalistico.

A differenza del percorso precedente, che in gran parte si snoda in mezzo alla wilderness e vi fa sentire molto donnavventura, qui si cammina per lo più su strade a fondo cementato e a lato di una provinciale piuttosto trafficata. In sostanza, non è un sentiero tra i più spettacolari – non lo rifarei una seconda volta – però vi porta nel mezzo delle cascatelle, ovvero le terme libere di Saturnia, dove se avete voglia e trovate posto potete concedervi un bagno ristoratore.

Le Cascate del Mulino - Saturnia
Le Cascate del Mulino – Saturnia

Proseguendo lungo il percorso, dicevo, vi troverete a camminare per un tratto a lato della strada provinciale. Preparatevi a dare indicazioni a tutti quelli che, completamente privi di senso dell’orientamento, vi chiederanno dove sono le terme libere. “Guardate che le cascatelle sono di là” – “Ma dove?!” – “Seguite l’odore di uovo marcio, no?“. Dopodiché, girate intorno al grand hotel costeggiando il campo da golf, passate accanto a un paio di agriturismi, percorrete un’altra strada cementata e poi rientrate in paese salendo attraverso la Via Clodia e la Porta Romana.

Porta Romana - Saturnia
Quello di spalle è il direttore artistico, che non sa di essere stato fotografato.

Saturnia – Poggio Murella.

Terzo e per ora ultimo anello, fatto sabato scorso in una mattina insolitamente calda, con un occhio al GPS e uno alla chat dei giudici di XFUno. Dei tre percorsi, il più impegnativo e quello che ho apprezzato di più.

Da Porta Romana, si scende lungo la Via Clodia, poi si attraversa la provinciale e si costeggia il parco del grand hotel finché non si arriva a una strada cementata in salita sulla sinistra. Quella, signori, è la strada Marco Pantani, che il campione usava per allenarsi, e che passa davanti a casa sua. Sapevate che Pantani aveva una casa in Maremma? No? Ora lo sapete. Si percorre tutta la salita fino al borgo di Poggio Murella (attenti alle macchine, ai ricci e alle viperette che attraversano la strada), da lì si prosegue sulla strada sterrata (i Sassi Bianchi) e si gira attorno al centro abitato.

Grazie all’incontro con un cane da guardia vagamente indispettito per l’invasione del suo territorio – ma niente che un pezzo di baguette al prosciutto non abbia risolto – e all’improvviso inceppamento del GPS, abbiamo deciso di tagliare attraverso i boschi su un sentiero pieno di erbacce e, per un mero caso, siamo sbucati davanti al Castellum Aquarum.

Castellum Aquarum
Mentre scattavo la foto qualcosa strisciava alle mie spalle. Non ho indagato.
Castellum Aquarum
“Ma quante foto fai?” – “Il dovere di cronaca! L’Instagram! Il social!” (che sono cretina lo so da me)

Usciti dalla cisterna (quasi interamente coperta dalla vegetazione e segnalata solo da un cartello formato A5 attaccato a un palo), abbiamo continuato a seguire la stessa stradina malconcia di cui sopra, costeggiando i campi e finendo in mezzo a un gruppo di cacciatori. Ragazzi, ricordatevi che mi avete promesso un pezzo di cinghiale.

La nostra scorciatoia, scendendo dalla collina, si riunisce con la strada principale; da lì si torna verso il centro di Saturnia, facendo la Via Clodia a ritroso e passando di nuovo Porta Romana.

Una volta qui era tutta campagna. Oh, WAIT!
Una volta qui era tutta campagna. Oh, WAIT!